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Alimentazione, come insegnare ai bambini a mangiare le verdure

Alimentazione, come insegnare ai bambini a mangiare le verdure

10 Agosto 2017

Non tutti i bambini amano mangiare frutta e verdura, anzi: molti di loro mostrano verso i vegetali una vera e propria avversione. Eppure questi alimenti forniscono al nostro organismo nutrienti preziosi ed essenziali quali minerali, zuccheri, fibre e vitamine, e contribuiscono a mantenere sano ed efficiente il nostro corpo.

Cosa fare però se il proprio figlio rifiuta non solo di mangiare, ma anche semplicemente di assaggiare le verdure?

Gli esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ritengono che costringere i bambini a mangiare frutta e verdura non serva a nulla: meglio invece abituarli a familiarizzare con questi alimenti in un percorso che si può riassumere in cinque punti.

Ecco le raccomandazioni degli esperti:

  1. Dare il buon esempio. Occorre infatti che il bambino capisca che mangiare frutta e verdura è importante e che lo fa tutta la famiglia.
  2. Lasciare che i bambini imparino a conoscere i frutti della terra osservandoli, toccandoli e annusandone il profumo in modo da prendere confidenza con questi alimenti.
  3. Coinvolgere i bambini nella scelta della verdura e nella preparazione delle pietanze. Per la frutta, si possono fare insieme frullati, dolci o macedonie.
  4. Giocare insieme con i frutti e gli ortaggi, ad esempio nascondendoli in un sacchetto e poi invitando il bambino a pescarne uno e indovinare di cosa si tratta senza guardare, oppure cercare di riprodurre immagini divertenti e colorate nel piatto utilizzando diverse verdure.
  5. Stimolare la curiosità e la creatività dei bambini inventando insieme a loro nuove ricette e provando diversi metodi di cottura.

L’importante è stimolare la loro fantasia senza imporre nulla, ma procedendo con piccoli assaggi e un po’ di pazienza, finché non impareranno anche loro ad apprezzare i tanti gusti e le innumerevoli possibilità che offrono frutta e verdura sulle nostre tavole.

Che cos´è l´onicomicosi?

Che cos´è l´onicomicosi?

09 Agosto 2017

L'onicomicosi è un'infezione fungina, che interessa e può comparire, sulle unghie delle mani o sulle unghie dei piedi. Questo tipo di infezione è causata da alcuni funghi, che fanno parte della categoria dei dermatofiti, dei lieviti e delle muffe. I funghi sono organismi, invisibili ad occhio nudo e per sopravvivere non hanno bisogno della luce, perché vivono in spazi umidi e caldi. I sintomi più comuni di questa infezione sono l'ispessimento dell'unghia, la superficie appare frastagliata, il dolore può essere più o meno intenso, l'odore può diventare sgradevole e il colore diventa opaco, scuro e possono comparire macchie sparse. Inoltre, se la micosi si diffonde in profondità, l'unghia può staccarsi dal letto ungueale e in questo specifico caso parliamo di onicolisi.

Le persone più soggette all'onicomicosi sono indifferentemente uomini e donne:

che hanno una sudorazione eccessiva

che indossano scarpe scomode, che non permettono ai piedi di respirare e non assorbono il sudore

che vivono o lavorano in un ambiente umido

che camminano a piedi nudi nelle piscine, nelle palestre o nelle saune

Se notate dei cambiamenti sulle vostre unghie, la cosa giusta da fare è intervenire esponendoci il problema perché vi sapremo indicare il trattamento o il farmaco adatto, per risolvere l'infezione.

Se la vista si abbassa la sera, da cosa può dipendere?

Se la vista si abbassa la sera, da cosa può dipendere?

08 Agosto 2017

Quando la vista si abbassa la sera, questo disturbo può essere provocato da diversi fattori. Prima di tutto dobbiamo evidenziare, che le persone affette dalla miopia con il calare del sole e negli ambienti poco illuminati non vedono bene. Sulla qualità della vista, può incidere la forte carenza di vitamine, ma anche la stanchezza e l'affaticamento sono responsabili di un abbassamento momentaneo della vista la sera. In casi più gravi, la riduzione della vista in questo momento specifico della giornata, può derivare da una malattia dell'occhio che prende il nome di retinopatia pigmentaria e impedisce una vista chiara e limpida, ma in questo specifico caso è indispensabile sottoporsi ad una visita oculistica.

Per mantenere gli occhi in salute è importante assumere la giusta quantità di acqua e non far mai mancare la vitamina A, la E, la C e le vitamine appartenenti al gruppo B. La vitamina A è fondamentale, per il benessere della degli occhi e per migliorare la salute della vista, inoltre, un grande aiuto lo si può trovare negli integratori a base di mirtillo, perché grazie al loro elevato contenuto di antocianine, favoriscono l'adattamento della vista al buio e, influiscono a vedere meglio nelle ore serali.

Se questo problema, purtroppo accompagna le vostre serate, nella nostra farmacia e parlandone con il vostro medico di fiducia, troverete una valida soluzione.

Sette alimenti per prevenire l´Alzheimer raccomandati dal neurologo

Sette alimenti per prevenire l´Alzheimer raccomandati dal neurologo

07 Agosto 2017

La malattia di Alzheimer, nota anche come morbo di Alzheimer, rappresenta la forma più comune di demenza senile e si manifesta con una progressiva perdita di memoria e di altre capacità cognitive, arrivando ad interferire gravemente con le più semplici attività quotidiane.

L'Alzheimer si presenta inizialmente in maniera subdola, con piccole dimenticanze che spesso vengono attribuite all'età, e possono passare anche anni prima che la malattia neurodegenerativa venga diagnosticata.

Per questo, il ruolo della prevenzione è essenziale: un'alimentazione corretta e uno stile di vita sano, associato a una moderata attività fisica possono ridurre di molto il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer.

L'American Neurological Association si è recentemente espressa raccomandando di inserire nella dieta quotidiana alcuni cibi particolarmente utili nella prevenzione contro l'Alzheimer:

  • pesce azzurro, tonno e salmone per il loro apporto di acidi grassi omega-3;

  • cavoli, spinaci e altre verdure a foglia verde per l'acido folico e le vitamine B6 e B12;

  • succo di barbabietola, perché contiene i nitrati, che favoriscono l'afflusso di sangue al cervello e impediscono il restringimento dei vasi sanguigni proprio nell'area del lobo frontale, legata alla demenza;

  • cereali integrali, semi di lino e di sesamo, ottima fonte di vitamina B6, anche detta tiamina.

  • olio d'oliva, per il suo effetto antiossidante dovuto all'alta concentrazione di polifenoli, alimento cardine che secondo una ricerca del 2015 della Rush University, inserito in un apposito programma dietetico può ridurre del ben 53% il rischio di sviluppare l'Alzheimer;

  • carne di maiale, ricca di vitamine del gruppo B, da consumare non più di due volte a settimana;

  • frutti di bosco, ricchissimi di antiossidanti, da mangiare anche tutti i giorni per i benefici che apportano al cervello e all'organismo in generale, poiché contrastano i radicali liberi.

Bere troppa acqua fa male?

Bere troppa acqua fa male?

06 Agosto 2017

Nel 2016 il caso di una donna inglese di 59 anni ricoverata in ospedale per intossicazione da acqua è entrato nella letteratura medica dando spunto ad una seria riflessione da parte dei medici su quanta acqua sia ragionevolmente sicuro bere e quando invece diventa troppa per la salute.

Nel caso in questione, alla donna, affetta da un’infezione delle vie urinarie, era stato consigliato dal medico di “bere molta acqua”, indicazione che lei aveva seguito un po’ troppo alacremente, arrivando a ingerirne oltre mezza pinta (0,2 litri) ogni 30 minuti.

Ricoverata all’ospedale King’s College di Londra con livelli di sodio bassissimi nel sangue e tutti i sintomi da intossicazione da acqua, la paziente ha continuato a peggiorare, accusando vomito, tremore, confusione mentale e difficoltà a parlare.

I casi di intossicazione acuta da acqua, che riguardano generalmente gli sportivi che praticano sport di resistenza, come i maratoneti e i ciclisti, e chi fa uso di alcuni tipi di droghe che provocano una sensazione di sete eccessiva, hanno una mortalità del 30%.

In realtà non esiste una quantità d’acqua precisa da dover ingerire per mantenersi in salute, perché questa varia a seconda dello stato di salute, dall’attività fisica svolta e dal luogo in cui ci si trova, ma è importante sapere che bere molti liquidi serve a contrastare la disidratazione e a disintossicare l’organismo.

I benefici che l’acqua apporta al nostro corpo sono tanti e diversi e bisogna solo ricordarsi di non eccedere superando le quantità raccomandate, che variano solitamente da 1 a 2 litri e mezzo d'acqua al giorno, compresa quella contenuta negli alimenti.

Attenzione ai farmaci falsi acquistati su internet, il 32% senza principi attivi

Attenzione ai farmaci falsi acquistati su internet, il 32% senza principi attivi

05 Agosto 2017

Cercare di risparmiare acquistando medicine online può rivelarsi controproducente e in alcuni casi anche pericoloso per la propria salute.

L’allarme arriva dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), sulla base dei dati rilasciati dall’Ocse in riferimento all’analisi dei mercati illegali a livello globale.

Secondo stime attendibili, il 7% circa dei farmaci comprati via web risulta contraffatto, ma la percentuale sale fino al 50% per i Paesi dell’Asia e dell’Africa.

Fra i medicinali contraffatti, ben il 32% è completamente privo di principi attivi, il 20% ne contiene quantità non corrette, mentre il 21,4% è composto da ingredienti sbagliati. Inoltre l’8,5% presenta impurità o contaminazioni e il 15,6%, pur avendo ingredienti e quantità corretti, ha un falso packaging.

Un caso recente di contraffazione è stato scoperto proprio in Italia: grazie alla segnalazione di un medico riguardo una sospetta falsificazione, l’Aifa ha rinvenuto alcuni flaconi di Dysport 500 che presentavano un difetto nell’apertura.

Un'ulteriore verifica ha accertato che data di confezionamento e scadenza non corrispondevano ad alcun lotto di Dysport 500 prodotto dall’azienda. In seguito sono stati sequestrati altri flaconi con confezionamento in turco.

In caso di sospetta contraffazione, bisogna sempre segnalare il caso all’Aifa, così come per eventuali furti di medicinali o episodi di traffico illegale di farmaci, perché occorre limitare al massimo il rischio che ai malati vengano somministrate medicine contraffatte pericolose per la salute.

Le micosi, un altro pericolo della stagione estiva

Le micosi, un altro pericolo della stagione estiva

04 Agosto 2017

La stagione estiva è bellissima, infatti sembra che le persone durante questo "caldo" periodo dell'anno, si sentano più forti, affascinanti e aggiungiamo che semplicemente, mette un pò tutti di buonumore. Ma non finisce qui, perché bisogna stare attenti a molti nemici invisibili e silenziosi, che sono presenti nell'ambiente. Il sole non è l'unico pericolo dell'estate, perché di questa stagione fanno parte anche le micosi.

Con il termine micosi, si indicano i funghi delle infezioni cutanee e, purtroppo quando le temperature diventano eccessivamente torride e umide, questo risulta essere l'ambiente adatto, che porta allo sviluppo di questa spiacevole situazione infettiva. Le micosi sono di natura diversa e si distinguono in superficiali, cutanee, sottocutanee e sistemiche.

Come abbiamo già accennato, le micosi amano il caldo e vivono in strutture come le piscine, le palestre e le saune, quindi è molto importante stabilire la giusta protezione e adottare buone norme di igiene come lavarsi bene le mani, usare sempre le ciabatte e lavare e disinfettare con cura il proprio l'abbigliamento.

La micosi deve essere diagnosticata da uno specialista o si può chiedere alla nostra farmacia, intervenendo così, con una terapia locale o con un trattamento per via orale, ma in entrambi i casi questo dipenderà, dalla natura dell'infezione.

La protezione adatta, per ogni tipo di pelle

La protezione adatta, per ogni tipo di pelle

03 Agosto 2017

Per evitare danni irreparabili alla pelle, quando ci si espone ai raggi solari, la prima regola fondamentale è proteggerla con la giusta protezione solare. Ognuno ha un tipo di pelle diversa, che si distingue secondo il fototipo, che in dermatologia viene usata una scala di classificazione, che definisce il tipo di pelle a seconda della quantità e la qualità della melanina (sostanza responsabile dell'abbronzatura).

I fototipi sono 6 e si distinguono in:

pelle lattea e rossastra

pelle molto chiara

pelle abbastanza chiara

pelle leggermente scura e olivastra

pelle scura

pelle scurissima e nera

La pelle lattea, rossastra, molto chiara e abbastanza chiara sono dei tipi di pelle, che necessitano di una protezione solare molto alta, mentre la pelle leggermente scura, olivastra, scura, scurissima e nera, possono utilizzare una protezione, che contenga un buon filtro solare, ma più basso.

Il filtro solare è un prodotto, che garantisce la giusta protezione alla pelle dai raggi UV-A e UV-B, i maggiori responsabili dell'invecchiamento cutaneo e dai danni, che il sole provoca sull'epidermide. Il numero del fattore della protezione solare indica quante volte è possibile esporsi al sole, senza che la pelle si scotti, ma oltre il tipo di fototipo, bisogna valutare il tempo di esposizione, l'orario e il luogo.

Agli amanti del sole e dell'abbronzatura, consigliamo di chiederci informazioni più dettagliate sui prodotti solari e la corretta protezione.

Perché non riusciamo a ricordare i sogni?

Perché non riusciamo a ricordare i sogni?

02 Agosto 2017

Ti svegli all’improvviso con la sensazione di aver fatto un sogno incredibile: era bellissimo, significativo, intrigante… ma quando cerchi di ricordarlo, ti accorgi che è svanito. Invano ti affanni a recuperare brandelli di memoria, immagini fuggevoli: ben presto il sogno è completamente dimenticato.

E’ un’esperienza che capita a tutti, anche se a qualcuno più spesso che ad altri.

Esiste una spiegazione scientifica del fatto che alcuni sono in grado di ricordare perfettamente i propri sogni, mentre altri non riescono a memorizzarli quasi mai: dipende dall’attività della corteccia prefrontale del cervello, l’area che risponde maggiormente agli stimoli esterni. In alcuni soggetti quest’area è molto attiva anche durante il sonno e provoca delle interruzioni chiamate stati di veglia, durante i quali il cervello riesce a memorizzare l’esperienza onirica.

In realtà, come spiega l’esperto di sogni Kelly Bulkeley nel suo libro Big Dreams, la scienza dei sogni e le origini della religione, sono tanti i fattori che possono portare a dimenticare un sogno appena fatto: stress, patologie del sonno come l’apnea e l’insonnia, uso di alcool e droghe, ma c’è anche un fattore culturale.

E’ la sveglia, quel suono innaturale e invadente tipico dell’epoca moderna, che scatta all’improvviso e interrompe bruscamente il sonno e l’attività onirica.

Allo stesso modo, anche il comportamento della persona con cui si condivide il letto e dei figli concorre a cancellare in fretta anche il minimo ricordo di ciò che si stava sognando, ma – spiega ancora Bulkeley – la ricerca ha dimostrato anche che chi è molto motivato a ricordare i sogni, con l’aiuto di alcuni trattamenti, può alla fine riuscirci.

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