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Pillola anticoncezionale: 5 falsi miti

Pillola anticoncezionale: 5 falsi miti

31 Gennaio 2018

Il mondo della contraccezione è ricco di zone d’ombra.

Dubbi e perplessità che riguardano specialmente la pillola anticoncezionale: un farmaco contraccettivo utilizzato da quasi il 17% delle donne italiane.

Attorno alla pillola sono nati nel tempo numerosi falsi miti: eccone 5, tutti da sfatare!

  1. La pillola anticoncezionale aumenta il rischio di cancro: falso! Al contrario è stato dimostrato che la contraccezione ormonale diminuisce il rischio di tumore al seno e all’utero, fino a dimezzarlo.
  2. La pillola elimina il desiderio: la contraccezione ormonale diminuisce il livello di estrogeni, limitando la naturale spinta sessuale provata dalla donna durante l’ovulazione. Tuttavia, alcune coppie possono sentirsi frenate nel vivere una vita sessuale piena e soddisfacente, per paura di una gravidanza indesiderata. In questi casi, la pillola libera il desiderio e rende l’intimità più piacevole.
  3. La pillola fa ingrassare: ecco un altro falso mito. Grazie al progresso della ricerca e ai farmaci di nuova generazione, la pillola anticoncezionale contiene oggi ormoni naturali e progestinici diuretici, appositamente dosati per limitare l’accumulo di peso.
  4. La pillola danneggia la fertilità femminile: al contrario, la pillola protegge la fertilità femminile perché impedisce l’ovulazione e mette a riposo la zona pelvica, tutelandola da possibili infiammazioni mensili. Inoltre la pillola è utile nel prevenire patologie dannose per la capacità riproduttiva della donna, come cisti ovariche ed endometriosi.
  5. La pillola provoca una pericolosa amenorrea: è vero che durante l’assunzione della pillola il ciclo è meno abbondante e, spesso, può non presentarsi. Tuttavia, la scarsità del flusso è normale ed è legata al minor spessore dell’endometrio: un fenomeno “corretto” secondo la terapia ormonale. Una volta sospesa la pillola il ciclo tornerà regolare.

Se hai ancora dubbi, chiedi consiglio al tuo medico o al tuo farmacista: ti aiuteranno a fare chiarezza e insieme potrete valutare il metodo contraccettivo più adatto alle tue esigenze.

3 rimedi per il raffreddore prima di andare a letto

3 rimedi per il raffreddore prima di andare a letto

29 Gennaio 2018

È stagione di starnuti: complici le basse temperature e i virus influenzali piuttosto aggressivi, il raffreddore è una minaccia concreta.

Per prevenirlo o curarlo in modo naturale, ecco 3 rimedi semplici ma efficaci da mettere in pratica prima di andare a letto!

  1. Suffumigi con tea tree oil

Conoscete il tea tree oil? Un olio essenziale dalle numerose virtù, tra cui l’azione anti virale. Se avete il naso chiuso e gocciolante, la sera preparate una vaschetta di acqua fumante e diluitevi dentro 10 gocce di tea tree oil. Coprite la testa con un panno asciutto e respirate a pieni polmoni.

  1. Un bicchier d’acqua con gocce di echinacea

L’echinacea è una pianta erbacea originaria del Nord America, le cui radici stimolano il sistema immunitario e favoriscono la produzione di leucociti che uccidono gli agenti nocivi come virus e batteri.

In più, l’echinacea ha una valida funzione antibiotica e antinfiammatoria, che aiuta a sfiammare le vie respiratorie ed a liberarsi dal raffreddore.

In farmacia trovate l’echinacea in compresse o gocce: assicuratevi di acquistarne la tintura madre, prodotta sia con le radici che con i fiori, e diluitene 20 gocce in mezzo bicchiere d’acqua prima di coricarvi.

Se il raffreddore è già in corso, replicate la bevanda anche la mattina!

  1. Una compressa di rosa canina

Contro il raffreddore è utile fare il pieno di vitamina C. Oltre ai prodotti classici, provate la rosa canina: un integratore alimentare naturalmente ricco di acido ascorbico – ne vanta una concentrazione molto maggiore rispetto agli agrumi – con spiccate proprietà immunostimolanti e ricostituenti per l’organismo.

Quando prenderla? O subito prima di andare a letto, oppure al mattino appena svegli. In caso di raffreddore acuto raddoppiate la dose.

5 consigli per misurare la pressione

5 consigli per misurare la pressione

27 Gennaio 2018

È una buona abitudine a tutte le età: misurare la pressione è semplice, veloce e può darci in breve tempo un primo indizio sulla nostra salute.

Per un risultato attendibile, però, assicuratevi di misurarla nel modo giusto.

Ecco come misurare la pressione facendo attenzione a 5 fattori.

  1. Misurare la pressione a riposo: se siete molto agitati, evitate di misurare subito la pressione, per non rischiare di ottenere un risultato sballato. Piuttosto, cercate di tranquillizzarvi e di rimanere calmi per almeno 5 minuti, così da riequilibrare l’organismo.
  2. Niente caffè e alcool prima di misurare la pressione: per non inficiare il risultato, un’ora prima di misurare la pressione evitate di consumare bevande alcoliche, drink contenenti caffeina e sigarette. Tutte queste, infatti, sono sostanze eccitanti che possono estendere i propri effetti anche a lungo.
  3. Attenzione alla postura: sedetevi con la schiena ben dritta ed appoggiata alla sedia e distendete il braccio, col palmo della mano rivolto all’insù, appoggiandolo sul tavolo. Durante la misurazione non muovetevi e non parlate, per non alterare la rilevazione.
  4. Misurate la pressione due volte di seguito: dopo aver eseguito la prima rilevazione, effettuatene subito un’altra per confrontare i risultati, che dovranno essere molto simili. In caso di alterazioni sensibili, continuate a misurare per rilevare una stabilità. Se la situazione prosegue altalenante, informate il medico.
  5. Misurate la pressione con costanza: i pazienti sani e senza particolari patologie, possono misurare la pressione ogni 3 mesi, per un totale di 4 volte l’anno. I pazienti che soffrono di ipertensione, invece, devono sottoporsi a controlli più regolari e, nei periodi più critici, misurare la pressione 4 volte al giorno, due la mattina e due la sera, sempre alla stessa ora e prima di aver mangiato o assunto farmaci.
Follicolite da depilazione: come risolverla?

Follicolite da depilazione: come risolverla?

25 Gennaio 2018

Il bello della ceretta? Rimuovere in pochi istanti i tanto odiati peli superflui.

Il brutto della ceretta? Il rischio della follicolite: si tratta dell’infiammazione dei bulbi piliferi sollecitati a fondo da uno strappo troppo vigoroso, infiammati dal pelo che cresce male sottopelle o infetti a causa dell’azione di batteri che attaccano la pelle già irritata.

Come si manifesta la follicolite da depilazione? Con uno o più bulbi piliferi ingrossati, infetti e doloranti e con la comparsa di piccole pustole e bollicine rosse sulla pelle.

Addio alla ceretta, quindi?

Niente affatto: prevenire la follicolite da depilazione e curarla è possibile, grazie ai giusti prodotti in vendita in farmacia.

Prevenire la follicolite da ceretta: basta uno scrub

Per evitare l’insorgere di infiammazioni cutanee, qualche giorno prima di sottoporvi ad una ceretta eseguite un’esfoliazione delicata delle zone da trattare per rimuovere ogni possibile ostruzioni ai pori.

Basta uno scrub leggero, infatti, per liberare i pori da impurità e ostacoli e permettere al pelo estirpato di ricrescere dritto e sano.

Curare la follicolite: ecco i rimedi farmaceutici

Se dopo la ceretta avete notato la comparsa di bollicine rosse e piccole pustole, potrebbe trattarsi di follicolite da depilazione.

Il primo passo è quello di disinfettare la zona con detergenti antisettici e antibatterici (come quelli a base di tea tree oil), per poi applicare una crema lenitiva e idratante a base di lanolina e ossido di zinco.

Se la follicolite è acuta o ricorrente, chiedete consiglio al medico e, nel frattempo, evitate di sottoporre ad una nuova ceretta la zona infiammata, preferendo metodi più superficiali come la lametta.

3 utilizzi insoliti del bicarbonato

3 utilizzi insoliti del bicarbonato

23 Gennaio 2018

Tutti lo conoscono per le sue proprietà digestive e per la sua capacità di igienizzare le superfici: il bicarbonato è un prodotto che non può davvero mancare nella casa di tutti gli italiani!

Un ingrediente incredibilmente versatile, dalle mille sfumature.

Scettici? Ecco i 3 utilizzi insoliti del bicarbonato a cui, scommettiamo, non avete ancora pensato!

  1. Scrub al bicarbonato per dire addio ai punti neri

Se soffrite di pelle impura potete utilizzare il bicarbonato come uno scrub naturale per liberare i pori dagli accumuli di grasso, detergere l’epidermide e sfiammarla. Come? Unite bicarbonato e acqua fino a formare un composto pastoso: spalmate il tutto sul viso e massaggiate con delicatezza insistendo sulle zone più oleose.

Risciacquate abbondantemente con acqua e ripetete una volta alla settimana, per liberarvi definitivamente dai tanto odiati punti neri.

  1. Il bicarbonato è un ottimo deodorante

Sapevate che bicarbonato può essere utilizzato anche per eliminare gli odori del corpo? Usatelo come deodorante in polvere, applicandolo direttamente in granuli sulla pelle per beneficiare del suo effetto astringente e igienizzante. Chi preferisse una texture liquida può diluire un cucchiaio di bicarbonato in un bicchiere d’acqua e versare il mix ottenuto in una boccetta con diffusore!

  1. Denti bianchi e alito fresco grazie al bicarbonato

Per eliminare le macchie scure dai denti, causate dal consumo di caffè e tabacco, versate una volta ogni 15 giorni un po’ di bicarbonato sullo spazzolino e usatelo come un normale dentifricio. La sua naturale azione schiarente vi aiuterà a ritrovare un sorriso luminoso.

Sciogliendo mezzo cucchiaino di bicarbonato in un bicchiere d’acqua, invece, potrete ottenere un collutorio green con cui fare degli sciacqui per eliminare gli acidi e rinfrescare l’alito.

Influenza 2018: la più aggressiva degli ultimi 15 anni

Influenza 2018: la più aggressiva degli ultimi 15 anni

21 Gennaio 2018

Allarme influenza: il livello di contagi ha superato le previsioni degli esperti e ha eletto l’influenza 2018 come la più violenta degli ultimi 15 anni.

I numeri diffusi dall’Istituto Superiore della Sanità, del resto, non lasciano dubbi: dall’inizio del monitoraggio sono già stati superati i 3 milioni di pazienti contagiati dal virus influenzale, e il picco non è ancora arrivato.

Le fasce di età più colpite? Come di consueto i soggetti più esposti si confermano i bambini fino ai 5 anni ed i ragazzi fino ai 14.

L’influenza 2018, che si presenta con febbre alta e dolori articolari persistenti che mettono al tappeto per numerosi giorni, ha quindi una curva di diffusione piuttosto ampia e richiede una lunga guarigione.

La buona notizia?

Se i contagi aumentano, la gravità dei casi diminuisce. Al termine della seconda settimana di gennaio, infatti, sono “solo” 170 i casi critici, che hanno richiesto una terapia intensiva, e 30 i decessi: due dati che testimoniano come il virus influenzale sia stato gestito con attenzione in termini di cure e trattamenti farmaceutici.

L’Istituto Superiore della Sanità ricorda che la soluzione consigliata per contenere la trasmissione del virus influenzale è quella di sottoporsi alla somministrazione dell’apposito vaccino, ancora disponibile e raccomandato in vista del picco che sta per arrivare e che porterà con sé una nuova ondata di contagi.

In aggiunta, non dimenticate di lavare frequentemente le mani, di evitare di metterle in bocca e di proteggere le vie respiratorie con sciarpe e mascherine, specialmente negli ambienti chiusi e affollati.
Mal di gola: estratti naturali per guarire

Mal di gola: estratti naturali per guarire

19 Gennaio 2018

I primi freddi sono spesso sinonimo di mal di gola: complici le temperature in picchiata, i venti gelidi, i batteri in circolazione e gli sbalzi termici, non è raro ritrovarsi con gola infiammata, mucose doloranti e difficoltà a deglutire.

Oltre ad una specifica terapia farmacologica, è possibile lenire i fastidi del mal di gola sfruttando le proprietà benefiche di alcuni estratti naturali, disponibili in farmacia sotto forma di integratori.

Quali sono le piante officinali più efficaci contro il mal di gola?

Eccone alcune!

  1. Grindelia: il suo estratto ha un effetto balsamico, lenitivo e molto emolliente per calmare le mucose del cavo orale e ripristinare la voce rauca.
  2. Verbasco: questa pianta sfiamma le mucose dell’apparato respiratorio ed è efficace contro alcune affezioni critiche come bronchite, tracheite e laringite.
  3. Timo: il suo estratto ha uno spiccato effetto antibatterico ed espettorante, che aiuta ad eliminare più facilmente gli accumuli di muco e di catarro. Nel frattempo, il timo sfiamma e lenisce, dando rapido sollievo dal mal di gola.
  4. Altea: la sua radice è nota per le capacità protettive e lenitive delle membrane delle mucose orali. Questa pianta, appartenente alla famiglia delle Malvacee, contiene mucillagini attive contro le infiammazioni ed aiuta ad accelerare il processo di guarigione.
  5. Capelvenere: è una pianta officinale attiva contro tosse ostinata, raucedine, raffreddore e catarro. Il suo estratto ha un’elevata efficacia fluidificante ed agisce come un mucolitico, favorendo l’eliminazione del catarro. Ottimo in infusione o come sciroppo, l’estratto di capelvenere è perfetto anche per fare gargarismi e lenire il mal di gola con un’azione topica.
Aiuto, ho i pidocchi! Cosa fare?

Aiuto, ho i pidocchi! Cosa fare?

17 Gennaio 2018

Prurito in testa, bruciore agli occhi, ponfi e linfonodi ingrossati: potrebbe trattarsi di pediculosi. L’infestazione cutanea provocata dall’attacco dei pidocchi è un disturbo diffuso che può colpire grandi e piccini, specialmente in età scolare.

Come si manifestano i pidocchi?

I piccoli parassiti che vivono solo sull’uomo trovano nel cuoio capelluto, o in altre zone cutanee coperte da peli, un ambiente umido e dalla temperatura favorevole per insediarsi e depositare le uova, conosciute come lendini.

Per nutrirsi, i pidocchi pungono il cuoio capelluto dell’uomo e succhiano il sangue: un’azione che provoca prurito ed irritazione, annunciando il contagio.

Come prevenire e debellare i pidocchi

La prevenzione, come sempre, è la miglior cura.

Per ridurre il rischio di contagio da pidocchi rispettate, e fate seguire anche a vostro figlio, le comuni e corrette pratiche igieniche.

Lavare spesso le mani, evitare il prolungato contatto fisico con estranei, non scambiare oggetti personali e biancheria con altri conoscenti o compagni di classe e non ammucchiare abiti e cappotti in un unico spazio, sono buone norme spesso sufficienti ad evitare l’attacco dei parassiti.

Se, nonostante i propositi, il contagio da pidocchi fosse avvenuto, niente paura: in farmacia esistono numerosi rimedi veloci ed efficaci per debellare i parassiti.

Polveri aspergibili, spray, lozioni o shampoo con formulazioni specifiche, permettono di uccidere gli insetti e di favorire il distacco e l’eliminazione delle lendini e dei pidocchi morti dai capelli.

Un’azione urto attiva in pochi minuti, efficace senza danneggiare il cuoio capelluto.

Addio piedi secchi in 3 step

Addio piedi secchi in 3 step

15 Gennaio 2018

Soffrite di piedi secchi e screpolati?

Non trascurate il problema: dietro un semplice inestetismo può nascondersi una richiesta di aiuto della pelle ed il problema, senza la giusta attenzione, può peggiorare creando fastidio e dolore.

Stop ai piedi secchi in 3 step

Avere piedi al top, vellutati e levigati, è un vero piacere in tutte le stagioni.

Ecco una veloce beauty routine in 3 step per ammorbidire la pelle dei piedi!

  1. Riattivare la circolazione e addolcire la cute con i pediluvi

Piedi secchi e stanchi a fine giornata? Immergeteli in un catino colmo di acqua fresca: in soli venti minuti il pediluvio donerà sollievo ai piedi rimasti chiusi per ore nelle scarpe e darà uno sprint alla circolazione.

Per un’azione soft ed emolliente, invece, immergeteli in una bacinella di acqua tiepida, dove avrete sciolto bicarbonato, un pugno di sale grosso, il succo di un limone e qualche goccia di olio essenziale alla lavanda. Sarete sorpresi di come, in pochi minuti, i piedi risulteranno morbidi, setosi e purificati nel profondo.

  1. Eliminare le cellule morte con lo scrub

Dopo il pediluvio, quando la cute è estremamente ammorbidita, approfittate per eseguire uno scrub: un rimedio beauty per eliminare dolcemente lo strato superficiale di pelle secca.

In farmacia trovate un’ampia varietà di peeling ad hoc, da quelli con formulazione in gel a quelli dalla texture più cremosa. Qualsiasi sia la vostra preferenza, applicate lo scrub sui piedi eseguendo movimenti circolari ed esercitando una leggera frizione.

Terminato il trattamento, rimuovete il tutto con abbondante acqua fresca.

  1. Idratare a fondo

Ora che la pelle è levigata e libera dalle cellule morte in eccesso, è tempo di idratare.

Per farlo in modo naturale, prima di andare a letto cospargete i piedi con una maschera super nutriente a base di olio di sesamo: un ingrediente potentissimo per contrastare secchezza e ruvidità.

In alternativa potete usare burro di karité o provare sulla pelle un composto a base di glicerina e acqua di rose.

La dritta in più? Per non macchiare le lenzuola indossate dei calzini in cotone!

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