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Depressione, un test del sangue per evitare i farmaci antidepressivi sbagliati

Depressione, un test del sangue per evitare i farmaci antidepressivi sbagliati

20 Settembre 2017

Basterà un semplice esame del sangue per verificare se il paziente che soffre di depressione risponderà positivamente ad un farmaco specifico, senza dover subire continui cambi di terapia farmacologica alla ricerca dell’antidepressivo giusto.

L’esame del sangue in questione è stato ideato e sviluppato da ricercatori italiani del King’s College di Londra e il relativo studio è stato pubblicato sull’International Journal of Neuropsychopharmacology.

“L'obiettivo – ha spiegato la co-autrice Annamaria Cattaneo, dell’Institute of Psychiatry, Psychology & Neuroscience del King's College – è di aiutare i medici nell'arrivare il più vicino possibile ad un trattamento personalizzato".

Il test infatti è in grado di verificare se una molecola è compatibile con il paziente misurando il livello nel sangue di due marcatori di una specifica infezione che molti studi hanno verificato essere correlata ad una scarsa risposta dell’organismo ai farmaci antidepressivi tradizionali.

In presenza di livelli elevati di queste sostanze, il medico potrà procedere alla prescrizione di farmaci costituiti da molecole più complesse o decidere di combinarli con antinfiammatori, risparmiando tempo e soprattutto evitando la somministrazione di medicinali il cui uso potrebbe rivelarsi controproducente o addirittura dannoso.

Come prevenire e curare la dermatite da pannolino

Come prevenire e curare la dermatite da pannolino

19 Settembre 2017

Nei neonati, il pannolino molto frequentemente può causare degli arrossamenti, che interessano il sederino e i genitali. Questa irritazione prende il nome di dermatite da pannolino e rappresenta una reazione allergica della pelle, che accompagna i primi anni di vita del piccolo bambino. Questo fastidioso arrossamento è causato dall'urina, che rimanendo nel pannolino e a contatto con queste parti del corpo molto delicate, tra il bagnato, il caldo e l'umido, provoca un soffocamento dell'epidermide e ne causa la sua formazione.

Per prevenire e curare questo problema, bisogna detergere con cura e regolarità la parte utilizzando acqua tiepida, sapone neutro e applicare dopo ogni lavaggio, una crema delicata che svolga un'azione emolliente, idrante, ma anche protettiva. E' importante che la crema che scegliete di applicare, non contenga nichel e additivi, perché potrebbero provocare delle reazioni allergiche. Il prodotto in crema deve essere ricco di elementi e sostanze "grasse", tra cui il pantenolo e le vitamine, che permettono e facilitano il rinnovamento dell'epidermide.

Nella nostra struttura farmaceutica, potete rivolgere al nostro personale ogni vostra domanda di dubbio a riguardo ed avere risposte mirate per tenere sotto controllo questo problema e in più, troverete i prodotti più indicati, per mantenere il vostro bambino in perfetta salute.

Sciroppo per bambini, il 43% dei genitori sbaglia: come evitare gli errori di dosaggio

Sciroppo per bambini, il 43% dei genitori sbaglia: come evitare gli errori di dosaggio

18 Settembre 2017

Leggere e rileggere il foglietto illustrativo dei farmaci liquidi per bambini spesso non basta: a volte le indicazioni sono poco chiare, a volte il dosaggio è espresso in unità di misura differenti, cucchiaini, siringhe, milligrammi per millilitri, o millilitri per chilogrammo oppure per età. Un genitore poco esperto può fare confusione.

Un recente studio ha dimostrato infatti che sono tanti i genitori che commettono errori nel dosare i farmaci per i propri figli, più di quanti immaginiamo. Solitamente si sbaglia per eccesso, ma può capitare anche di dare meno sciroppo del necessario.

Il test ha rivelato che su 2.100 genitori coinvolti, ben il 43% ha sbagliato a dosare il farmaco liquido con il misurino, mentre con la siringa orale l’errore si è verificato nel 16% dei casi.

Le conseguenze possono essere anche gravi: una dose eccessiva potrebbe comportare seri problemi di salute per il bambino, mentre una dose inferiore al dovuto riduce l’efficacia del farmaco.

Per evitare gli errori di dosaggio, è consigliabile:

  • Chiedere sempre al pediatra di calcolare la dose del farmaco in base al peso del bambino;
  • Preferire la siringa orale al misurino;
  • Segnare con un pennarello il punto esatto da raggiungere con il medicinale;
  • Evitare di usare cucchiaini da cucina per dosare i farmaci.
Problemi intestinali? Ecco cos´è e come funziona la dieta FODMAP

Problemi intestinali? Ecco cos´è e come funziona la dieta FODMAP

17 Settembre 2017

La dieta FODMAP è stata ideata per chi soffre di disturbi intestinali e consiste essenzialmente nell’eliminazione di tutti quegli alimenti che possono fermentare causando gonfiore, problemi digestivi, aria, senso di pesantezza, diarrea o costipazione.

Messa a punto da Peter Gibson e Susan Sheperd, della Monash University di Melbourne, è da alcuni anni oggetto di numerosi studi volti a verificarne l’efficacia. Ad oggi, sembra proprio che la dieta FODMAP riesca ad ottenere buoni risultati sia nei casi di Sindrome dell’intestino irritabile (IBS), sia nei casi di Disordini funzionali gastrointestinali (FGID).

FODMAP è un acronimo che sta per: “Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols”. In altre parole indica gli alimenti che contengono oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi fermentabili e polioli.

Fra gli alimenti da evitare secondo il protocollo FODMAP vi sono: frumento e segale (pane, pasta, crackers, biscotti ecc.); legumi; latte, ricotta e formaggi molli; alcuni tipi di frutta come mele, pere, albicocche, pesche, angurie, fichi, mango e altri ancora; alcuni ortaggi e verdure come carciofi, asparagi, broccoli, cavoli, finocchi, aglio, cipolla e altro; miele e dolcificanti al fruttosio, sorbitolo, mannitolo e xilitolo.

Si tratta in ogni caso di una dieta difficile da seguire, che va concordata con un professionista serio che possa consigliare a seconda dei casi l’eliminazione parziale o totale di determinati alimenti nel regime alimentare facendo attenzione a non escludere importanti nutrienti senza una reale necessità.

Se seguendo il protocollo FODMAP si ottiene una riduzione dei disturbi intestinali, si potrà procedere al reinserimento graduale degli alimenti per identificare con esattezza quelli che sono la causa reale del disturbo.

Reflusso acido: L´alcol e la sigaretta sono nemici?

Reflusso acido: L´alcol e la sigaretta sono nemici?

16 Settembre 2017

Il reflusso acido è un disturbo molto frequente e per apportare sollievo è importantissimo, limitare il consumo di alimenti e bevande, che influiscono accentuando e peggiorando i sintomi e il senso di acidità. Per ridurre il problema, bisogna evitare di consumare le bevande alcoliche? Inoltre, in presenza di questo fastidio, può essere d'aiuto non fumare le sigarette? La risposta a queste domande è assolutamente si. Infatti, l'alcol e il fumo della sigaretta sono dei nemici, per chi sfortunatamente soffre di reflusso acido.

Il consumo di alcol dovrebbe essere evitato, perché agisce irritando la mucosa dell'esofago e di conseguenza, facilita il reflusso, aumentando notevolmente il malessere. Il fumo, per lo stesso motivo andrebbe eliminato, perché la nicotina agisce stimolando la produzione acida e rallenta lo svuotamento dello stomaco. Questa situazione, rende difficoltoso il lavoro della valvola, che si trova tra l'esofago e lo stomaco e se questa, non chiude bene il passaggio del cibo può risalire, accentuando il reflusso acido. Un altro prezioso consiglio, se soffrite di questo problema è cercare di evitare di associare il caffè alla sigaretta, perché questo abbinamento di caffeina e nicotina, interferisce peggiorando la condizione di acidità.

Per risposte mirate e dettagliate, i nostri farmacisti restano a vostra completa disposizione. Per un consulto più approfondito, non esitate a parlarne con il vostro medico di fiducia.

Praticare sport può essere la scelta giusta, per abbassare la pressione?

Praticare sport può essere la scelta giusta, per abbassare la pressione?

15 Settembre 2017

La pressione alta o ipertensione è una malattia, che non deve mai trascurata, ma bensì è importante tenerla sempre sotto controllo. Questo disturbo è causato dalla forte pressione di sangue, che viene pompata dal cuore e incide, premendo sulle arterie. Nel caso in cui, la pressione rimane, per troppo tempo alta, può portare alla comparsa di conseguenze spiacevoli e danneggiare alcune parti dell'organismo come i reni, il cuore e le arterie.

Praticare sport o una semplice attività fisica, può essere la scelta giusta per abbassare la pressione? La risposta è si. Infatti, diversi studi hanno dimostrato, che lo sport può essere un valido aiuto per abbassare la pressione, ma deve essere praticato con intelligenza e saggezza. Prima di tutto, se non praticate sport è bene, rivolgersi al proprio medico per effettuare un controllo e valutare le condizioni di salute. Il consiglio è di scegliere un tipo di disciplina sportiva, che non sia uno sport estremo o troppo impegnativo, meglio preferite un'attività fisica aerobica moderata ed equilibrata, da praticare quotidianamente.

La scelta di praticare 30 minuti al giorno, di corsa o camminata veloce o nuoto di resistenza, oppure un pò di ciclismo possono aiutarvi ad attenuare il problema. Ricordate, che lo sforzo fisico e il tipo di allenamento non può essere uguale per tutti. Queste caratteristiche devono essere proporzionate, personalizzate e valutate sulla base di ogni singola persona, da uno specialista.

Per consigli o dubbi sull'argomento appena trattato, i nostri farmacisti o il vostro medico di fiducia, saranno lieti di aiutarvi e guidarvi nella scelta migliore dello sport.

Tumore al rene, è il sovrappeso la causa del 25% dei casi: sintomi e cura

Tumore al rene, è il sovrappeso la causa del 25% dei casi: sintomi e cura

14 Settembre 2017

Ogni anno in Italia si effettuano circa 11.400 nuove diagnosi di cancro al rene, un quarto delle quali riguarda il carcinoma già in stadio avanzato.

Fra i principali fattori di rischio vi sono il fumo, l’ipertensione arteriosa e l’esposizione continuata a sostanze chimiche cancerogene, anche se una delle principali cause è costituita dal sovrappeso, che rappresenta il 25% del rischio.

Tale rischio viene incrementato del 24% negli uomini e del 34% nelle donne per ogni aumento di 5 punti dell'indice di massa corporea.

E’ essenziale avviare campagne di informazione e sensibilizzazione per far conoscere i sintomi e i campanelli d’allarme da tenere presente per una diagnosi precoce del tumore al rene, per il quale la soluzione principale risiede ancora nella chirurgia radicale, cioè nell’asportazione parziale o totale del rene.

Ultimamente, però, qualcosa sta cambiando grazie all’immunoncologia, che sta modificando gli standard di cura. Si è visto infatti che i farmaci immunoterapici come il nivolumab sono in grado di risvegliare il sistema immunitario dell’organismo, riuscendo a cronicizzare la malattia, migliorando la qualità di vita del paziente.

Per questo riconoscere il tumore in tempi brevi è di fondamentale importanza. I sintomi sono essenzialmente tre: dolore a livello lombare, sangue nelle urine e una massa palpabile localizzata nell’addome.

Questi sintomi tuttavia si manifestano contemporaneamente solo nel 10% dei casi, e solitamente indicano la presenza di un tumore al rene già in fase avanzata.

Per una diagnosi precoce bisogna invece fare attenzione a certi campanelli d’allarme, ecco quali sono: perdita di peso ingiustificata, stanchezza, febbricola, ipertensione, anemia ed eccesso di calcio nel sangue.

Gli antistaminici fanno venire sonno?

Gli antistaminici fanno venire sonno?

13 Settembre 2017

Gli antistaminici sono dei farmaci, che vengono utilizzati dalle persone che soffrono di allergie e servono, per controllare il rilascio di istamina (sostanza responsabile delle reazioni allergiche) da parte dell'organismo. Molte persone nutrono il forte dubbio, che questi farmaci specifici, per contrastare le allergie possono provacare un senso di sonnelenza. Ma questo è vero o ci troviamo davanti ad una bugia? Cerchiamo di capire, perché i farmaci antistaminici e i loro effetti non sono tutti uguali.

Gli antistaminici, che fanno parte della prima generazione come la difenidramina e la clorfeniramina, non agiscono in modo specifico e bloccano anche altri recettori, che interferiscono sul sistema nervoso, che di conseguenza aumentando il senso di sonnolenza e la calma.

Gli antistaminici, che fanno parte della seconda generazione come la loratidina, la cetirizina e la fexofenadina sono dei farmaci, più specifici per trattare le allergie e quindi agiscono direttamente sul disturbo. In questo modo arrivano, con maggior difficoltà al sistema nervoso e di conseguenza il senso di sonnolenza, che si può avvertire è molto contenuto e limitato.

Per qualsiasi domanda o incertezza, sui farmaci antistaminici, il personale della nostra farmacia, sarà a vostra completa disposizione.

Le uova si possono mangiare, se si prendono gli antibiotici?

Le uova si possono mangiare, se si prendono gli antibiotici?

12 Settembre 2017

Gli antibiotici sono dei farmaci specifici, che impediscono lo sviluppo dei batteri e combattono le infezioni. Molte persone pensano, che quando si assumono questi medicinali, non si devono mangiare le uova. Cerchiamo di fare un pò chiarezza e capire se questa "storia" è una bugia o se in fondo è una pura verità.

Le uova, non si devono consumare solo nel caso in cui si stiano assumendo antibiotici, che fanno parte della categoria dei sulfamidici. I sulfamidici sono anche conosciuti, con il nome di sulfonamidici e sono antibatterici costituiti da un'ampio spettro d'azione abbastanza esteso. Questa classe di antibiotici è particolarmente indicata ed efficace, per contrastare i batteri Gram- negativi.

Che cosa avviene se mangiano le uova? Semplice. In caso si assumano questi particolari antibiotici, nell'intestino alcune sostanze presenti nell'uovo si legano con questi farmaci e ne limitano l'assorbimento da parte dell'organismo. Questo purtroppo, non permette all'antibiotico di svolgere correttamente il suo dovere. Per tutti gli altri antibiotici, non esiste nessun tipo di controindicazione con il consumo di uova.

Per maggiori informazioni, chiedete tranquillamente spiegazioni più dettagliate al nostro personale farmaceutico o parlatene con il vostro medico.

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